Per chi non capisse l’italiano, proviamo con il dialetto abruzzese: #stetevealecase

Ognuno di noi può fare qualcosa per arginare il rischio di trasmissione del Covid 19: rispettare l’isolamento

Stanotte è stato firmato un nuovo Decreto del presidente del consiglio dei ministri che impone immediatamente, e almeno fino al 3 aprile, serie restrizioni al movimento delle persone – che dovranno rimanere il più possibile isolate salvo gravi e urgenti motivi – in Lombardia e in alcune province di Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, a causa dell’emergenza Coronavirus.

L’assalto a treni e pullman

Ebbene, se sono molte, moltissime le persone che stanno affrontando le misure di contenimento seguendo le istruzioni impartite dal Governo, tante altre hanno invece preso d’assalto treni e pullman per allontanarsi dalle zone rosse. E’ il caso ad esempio di moltissimi studenti ’emigrati’ (ma non solo) che vogliono rientrare a casa, tornare nelle originarie regioni del sud. Le quali, però, sono spaventate da quello che è già stato definito un “esodo” e stanno cercando di capire come agire, tra predisposizioni per l’isolamento per chi arriva dalle zone rosse e l’identificazione, come sta facendo la Campania, delle persone presenti su treni e pullman.

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Rispettare le misure di contenimento

Mentre le regioni del Sud si preparano a far fronte all’arrivo di molte persone provenienti dal nord e dalle zone rosse, è importante capire che per contenere la trasmissione del virus ognuno di noi deve starsene – secondo le indicazioni – il più possibile a casa, in isolamento, limitando i contatti con gli altri rappresentanti del genere umano: se sono stati chiusi scuole, teatri e cinema, ha poco senso andare a cena fuori o a bersi una birra con un gruppo di amici in pub strapieni. Semplificando il concetto, ed esprimendolo solo in quattro parole: dobbiamo starcene a casa.

Ecco cosa fare: #stetevealecase (#statevene a casa)

Il consiglio arriva anche dalla pagina Facebook de l’Abruzzese fuori sede, seguita da oltre 170 mila persone e diventata ormai un fenomeno social: #stetevealecase, #pruvetece, scrive con lo stile e l’ironia che lo distinguono l’ideatore, un giovane studente universitario di 27 anni di origini abruzzesi che dal 2014 dalla pagina Facebook messa su per gioco diffonde cultura, tradizioni e storie dell’Abruzzo.

Oggi in un post l’Abruzzese fuori sede ha voluto raccontare che si trova da qualche giorno per motivi di studio nei pressi della zona rossa, e che proprio per questo non tornerà a casa per i prossimi 15-20 giorni. La sintesi del post è più o meno questa: le aree di contenimento vanno rispettate. Se vi è stato detto di non muovervi un motivo ci sarà: non muovetevi, potreste essere un pericolo per gli altri.  Insomma, in due parole: #stetevealecase e #pruvetece

Ecco il testo del post:

Mi trovo al Nord, in Emilia, in una provincia che non è zona rossa ma è da ieri accerchiata da province in zona rossa.

Lo diventerà, è molto probabile.

Sono risalito 10 giorni fa perché dovevo farlo; quello che dovevo fare poi è stato annullato, e io non sono ricalato.

Anche ieri ho pensato di ricalare, in fondo sto bene, sono asociale, mi lavo le mani da sempre, qui non ci sono divieti e non ho avuto modo di contrarre alcunché; ma non ricalo: sto solo quassù senza niente di fare (vabbò “studio”, diciamo), i cinema sono chiusi, esco solo per fare spesa (scatolette di tonno e panna da cucina NdR).

Non ricalo perché ricalare adesso è scorretto nei confronti di chi sta giù, di chi è più anziano o più debole, di chi lavora nella sanità.

Anche solo a livello psicologico, voglio dire.

Anche se pensi di stare bene.

Aspettate 10, 20 giorni: mammà capirà.

Aspettate quello che c’è da aspettare, se potete, se non ci sono urgenze. Abbiate rispetto.

Se dovete ricalare solo perché tenete paura oddje oddje: non fatelo, mantenete forte, messaggiamoci facciamo un gruppo di ascolto agricolo dai su.

E se ormai siete ricalati nella notte isolatevi, almeno, non buttate l’acqua vullita sopra lu cotte.

Se potete, ‘nzomme, addavere: #stetevealacase, e tutto si risolverà, come #semBrefatto.

#pruvetece

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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