Parigi, la bici cresce del 54%. Milano invece perde ciclisti

L’uso della bici è aumentato del 54% in un solo anno. A Milano, invece, è in calo. E Roma è all’ultimo posto

Parigi ha aumentato l’uso della bicicletta del 54% in un solo anno, secondo i dati diffusi dal governo francese. Guardando all’intera regione parigina dell’Île-de-France, il numero di ciclisti giornalieri è aumentato del 30% tra il 2010 e il 2018, come evidenzia uno studio condotto da Ile-de-France-Mobilités. Nel frattempo, l’uso dell’auto è diminuito del 5% nello stesso periodo.

Milano, cala il numero delle bici

A Milano, invece, la bicicletta sembra perdere piede, nonostante un’amministrazione che ha fatto della mobilità sostenibile un argomento di campagna elettorale. Il 18esimo censimento annuale dei ciclisti urbani organizzato a Milano dall’associazione Ciclobby, lo scorso ottobre, ha visto un calo dei ciclisti milanesi che si attesta intorno all’8% in un anno. Un pessimo segnale per una città che già pedalava molto poco.

Roma non pedala proprio

L’indice di Copenhagenize 2019 – che al solito pone in testa Copenhagen, Amsterdam e Utrecht tra le città dove è facile muoversi in bici – non riporta alcuna città italiana nella sua classifica delle 20 città amiche della bici. Con Atene, Tallin e La Valletta, Roma è l’ultima tra le capitali europee, con l’1% di tutti gli spostamenti dei suoi abitanti in bici (Copenhagen è al 58%, Amsterdam al 53% e Lubiana al 26%). 

Oltre un milione di persone in Italia, per la precisione 1.066.000, utilizza la bici per andare a scuola o al lavoro, il che equivale a 18 utilizzatori ogni 1000 abitanti. La più elevata propensione a usare la bici negli spostamenti urbani è a Bolzano, in Emilia Romagna, in Veneto, a Trento, in Friuli Venezia Giulia e in Lombardia (Confartigianato 2018). Ma, come detto, nelle nostre regioni “virtuose”, ci sta una Milano in discesa.

Come ce l’ha fatta Parigi

Se confrontarci con il Nord Europa ci avvilisce, un parallelo con i nostri vicini di casa può aiutarci a prendere esempio. Parigi è riuscita ad avviare con forza il cambiamento, costruendo 1000 km di nuove piste ciclabili in un anno, e il 37% è già terminato. Ha introdotto 10mila nuovi posteggi sicuri per la bici nelle vie della capitale. L’amministrazione incoraggia i cittadini a usare la bici per andare al lavoro ogni giorno, nelle parole e con i fatti (la sindaca Hidalgo la usa quotidianamente) e non solo per sport o divertimento. Lo scorso ottobre ha segnato un record, con oltre 200mila persone in sella alla loro bici in un solo giorno (fonte: The local). Non certo da ultimo, Parigi ha chiuso (nel 2016) la riva sinistra della Senna al traffico motorizzato, creando soste vivibili ovunque. Il perché è chiaro: per rendere una città più golosa per i ciclisti, serve renderla meno accessibile alle auto. «Pensiamo all’individuo, prima di tutto», ha detto Hidalgo al New York Times.

Il pugno duro

Come ogni ciclista sa, e come Anne Hidalgo ha recente ricordato a France24, «andare in bici è oggi il modo più veloce e semplice di muoversi in città». La sua amministrazione ha usato il pugno duro per convertire la mentalità dei parigini, estremamente abituati all’uso dell’auto. Le sue prime scelte hanno dovuto affrontare aspre critiche, anche per i lavori di costruzione delle piste ciclabili, che hanno a lungo rallentato il traffico cittadino. Rigida la riduzione dei posti auto in strada, che hanno anche visto un aumento dei prezzi per il parcheggio. Ad oggi, il numero di persone che va al lavoro in bici è ancora basso, come sottolineano i dati del governo: solo il 3% dei francesi lo fa. Ma il Paese è determinato a triplicare il dato entro il 2024, e sfidare addirittura la capitale europea del ciclismo, Copenhagen, dove 2 persone su 3 ogni giorno si muovono in bici (dato Cycling Embassy of Denmark). Secondo il già citato Copenhagenize Index, Parigi ha già scalato 5 gradini salendo nel 2019 all’ottavo posto tra le città più accessibili per chi si muove in bici.

Milano e Roma: che fare?

Secondo Paolo Pinzuti, che con lo slogan “Rendiamo l’Italia un paese ciclabile” lavora da anni al fianco della politica e delle aziende per diffondere la cultura della bicicletta attraverso la sua società Bikeconomist, Milano e Roma hanno 5 passi da fare – prima di altri – se non vogliamo restare proprio le ultime metropoli europee a cambiare faccia:

1. Contrastare la sosta selvaggia in modo strutturale e continuativo.

2. Pianificare le attività attraverso un biciplan (come previsto dalla legge 2/2018).

3. Realizzare una RETE portante di itinerari ciclabili, che comprenda quindi i raccordi, e non solo “pezzetti” di piste sparsi per la città.

4. Realizzare interventi di moderazione del traffico 

5. Mettere in sicurezza le intersezioni

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista scientifica appassionata di ambiente

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