Parebere: il forum mondiale della gastronomia al femminile

A Istanbul l’assemblea del cibo raccontato dalle donne

Poco più di 200 donne (dovevano essere il doppio ma il coronavirus ha fatto i suoi danni) si sono incontrate ieri 1 marzo a Istanbul per Parebere, forum mondiale della gastronomia al femminile dedicato alla Marchesa de Parabere, una sorta di Artusi spagnola.

«Lei in realtà si chiamava Maria de Echague, madre di otto figli e proprietaria di due ristoranti tra Bilbao e Madrid nei primi anni del Franchismo. A quel tempo, solo alle aristocratiche era permesso scrivere libri o sui giornali. Così Maria si trasformò nella Marchesa de Parabere» racconta Maria Canabal, ideatrice del Forum, giornalista, figlia di diplomatici, spagnola di nascita e parigina d’adozione, che ha vissuto in una quindicina di nazioni e parla correntemente cinque lingue.

Una sorta di #metoo del cibo che ogni anno vede cuoche e sociologhe, designer e scienziate, contadine e docenti universitarie confrontarsi su un tema.

Il futuro del cibo

Questa edizione, la sesta è dedicata al futuro del cibo e vede testimoni come Sibel Kutlusoy, designer turca che ha fatto della bio-creatività il suo lavoro e tra bellissimi cucchiai fatti con l’amido di patata ed etichette del vino con le bucce d’uva dichiara che per il cibo serve: innovazione, utilità, estetica, onestà, durata, sostenibilità.  

Domenica è intervenuta al forum Corinna Hawkes, docente di normativa alimentare alla City University di Londra e consulente del sindaco Sadiq Aman Khan per il programma di lotta all’obesità infantile. Ha dimostrato dati alla mano che l’agricoltura sostenibile passa dai contadini con piccole e medie aziende, che la ricerca più efficace sa cogliere le sfide sociali e che l’educazione alimentare abbatte i costi sanitari legati alla cattiva nutrizione.

C’era anche Claude Roden, esperta di cucina mediorientale, nata in Egitto e cresciuta a Londra, che ha fatto innamorare del cibo gli spettatori della BBC raccontando la cultura degli ingredienti e l’intreccio tra la storia dei popoli e l’evoluzione della cucina.

La mission? Fare rete

Un po’ di tutto insomma: cuoche e scienziate, ingegneri e contadine, antropologhe e agronome che si raccontano. Laboratori dove confrontarsi e imparare e soprattutto fare rete: «Quando ci siamo trovate a Bilbao per il primo incontro» racconta Maria Canabal «Eravamo duecento donne di trenta Paesi. Sembra incredibile, ma professioniste geograficamente vicine non si conoscevano, colombiane e cilene, messicane e americane… Normale, visto che le donne non erano considerate parte del circuito dell’alta gastronomia! Il primo passo è stata la rete. Hanno capito che non erano sole. È stato molto importante: non si può immaginare la quantità di progetti, amicizia, collaborazione scaturiti da quel primo Parabere. L’anno dopo nasce il Parabere Forum, associazione senza fini di lucro con tre obbiettivi: diversità, uguaglianza, parità di genere. E tre sono anche gli ingredienti dell’empowering women in cucina: informazione, insegnamento e modelli di ruolo».

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Gabriella Canova

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